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60° Anniversario dei trattati di Roma

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In occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario dei Trattati di Roma, l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” è impegnato in una intensa attività, a partire dagli approfondimenti col metodo scientifico delle ragioni fondative e della, purtroppo, persistente impasse dell’Europa comunitaria. Sessanta anni sono un intervallo di tempo sufficiente a permettere agli studiosi e agli analisti di valutare il percorso europeista in modo sereno e rigoroso sul piano scientifico. Oggi più che mai è quindi importante promuovere studi sulla mirabile stagione che portò alla nascita dell’Europa unita, grazie all’impegno di “statisti illuminati” che ebbero la volontà di costruire un continente in cui fossero garantite sul terreno democratico pace e benessere. Occorre però analizzare, accanto agli innegabili obiettivi raggiunti, anche i passi ancora da compiere per realizzare un’Europa che sia proiettata sempre più verso una dimensione realmente solidale e federale.Per raggiungere tale obiettivo occorre un cambio di passo sia dell’Unione Europea che dei governi nazionali teso ad avvicinare sempre di più i cittadini del Vecchio continente alle istituzioni comunitarie, comunque da rinnovare. Sarà importante attuare politiche tese a una maggiore integrazione politica e sociale, le quali dovranno essere pensate per le popolazioni europee rendendole partecipi di un processo di costruzione comune che aspiri a superare gli egoismi nazionali e proietti realmente l’Europa come soggetto attivo nel complesso scenario geopolitico.È quindi importante tornare a un’idea di Europa che abbia al centro la propria dimensione sociale e politica prima ancora di quella economica, anche per evitare ulteriori conseguenze negative successive alla Brexit. Identità, cultura, cittadinanza, diritti sono dunque le parole chiave intorno alle quali costruire un percorso euristico coerente con la mission di un ente di ricerca come l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. Unire elaborazione teorica e produzione di attività di sensibilizzazione culturale dei mondi vitali, come peraltro avviene per gli Osservatori, è da sempre il metodo che contraddistingue il nostro modo di fare ricerca e di contribuire a un proficuo dialogo tra quelle differenze culturali, politiche, confessionali che oggi sembrano lacerare le relazioni sociali, a livello globale. L’Europa unita ha rappresentato un indiscutibile elemento di avanzamento nella storia dei rapporti tra i popoli del Vecchio Continente. I suoi ideali, le sue linee ispiratrici per decenni hanno tracciato lo sviluppo delle società europee dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi. In un momento di grande crisi degli ideali europei l’Istituto ritiene dunque necessario rilanciare con forza e decisione la visione europeista, partendo dalle nuove generazioni di cittadini e studiosi, perché possano animare il progetto comunitario, mantenendolo vivo e facendolo progredire nei decenni a venire. Dopo approfondimenti interni e confronti con docenti universitari, ricercatori ed esperti nel campo degli studi sull’Unione Europea, sono state scelte delle linee di ricerca e delle “azioni” anche in ragione delle scadenze del marzo 2017.Pertanto, il Piano di attività dell’Istituto si articola in uno studio che si pone l’obiettivo di affrontare alcuni temi centrali della vita dell’Unione (Parte A) e in Azioni tese a promuovere un dialogo tra le nuove generazioni di studiosi e a veri care l’attenzione delle Autonomie locali e degli operatori della comunicazione nei confronti delle tematiche europee (Parte B). In ne la Rivista di Studi Politici svolgerà un ruolo più incisivo a supporto della produzione scientifica e dello stesso Piano (Parte C).

 

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